venerdì 18 gennaio 2008

Acida.

Non sono me stessa in questo periodo,me ne sono resa conto in questi giorni. E' come se da quel sabato io avessi indossato i panni di un'altra me. Acida, acida come mai prima ad ora. Ma acida di quelle che se io non fossi me mi sarei odiata dal profondo.Sono sempre sul piede di guerra, rispondo a tuxtu con un tono arrogante che mi odio da sola. Acida, insopportabile... non sono più io. Dov'è che sono? Sono ancora li, sul divano del "the duke" aspettando di svegliarmi da questo incubo che sembra non avere fine.
Ho assunto una modalità che non mi appartiene ma che è l'unica che mi protegge. Ho paura che ci rimarro' a lungo prima di ritornare in me. Lo notavo oggi. Con P. il trainer sono acida per riflesso. Lo è anche lui (secondo me per riflesso anche lui, lo vedo molto diffidente) e quindi non manca che ci scambiamo qualche battuta acidissima. Ma poi si addolcisce se mi vede in panne tra i programmi e cambia totalmente il tono di voce,lo sguardo e anche i gesti sono diversi. Io rimango l'acida di sempre anche in questo caso ma almeno gli sorrido. Con M. invece è stato diverso. Eravamo alla macchinetta del caffè e con lui ho notato che parlavo col mio tono di sempre, dolce e tranquillo. Avevo perso l'acidità che mi ha accompagnato in questi giorni. E ho realizzato il perchè dopo. M. sembra gay a mio avviso ma anche se non lo fosse non sarebbe il tipo che ci proverebbe con me. Cosi in virtu del fatto che di lui "potrei fidarmi" in quanto innocuo rivesto i mie panni, quelli miei..veri. Acida con chi potrebbe essere un ipotetica fonte di dolore e di presa in giro.
E' tragica... L'acidità non mi appartiene, non mi piace... ma è l'unico modo per difendermi da questo dolore.

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