Ore 06:05 di stamattina. Ero nel dormiveglia quando all'improvviso sento vibrare il telefono. Pensavo fosse un semplice squillo tant'è vero che nemmeno guardo il display ma... ma il telefono continua a vibrare. Prendo il telefono che è li poco distante da me e nemmeno io ci credo. Sul display è scritto: IAN.
Guardo l'orologio e mi dico: Questo è pazzo.
"Hello" gli dico contentissima ma con già le lacrime agli occhi e da li inizia una conversazione lunghissima e di una malinconia infinita.
"Mi manchi, Marianna" con quell'accento che tanto mi fa morire.."Ci manchi". E non faceva che ripeterlo ogni due frasi. E io li che non sapevo cosa rispondere, imbarazzata e commossa. "Stasera mancavi solo tu, c'eravamo io, Crona e Ger al Portehouse Central, il nostro pub. Ti prego torna. Guarda che l'hai promesso che saresti tornata almeno per qualche giorno ma se ora non puoi vengo io da te, li da te in Italia. E lo sai che te l'ho giurato"
E dopo mille altre cose, e dopo esserci salutati col nostro ormai mitico "Ti amo" che tutti quanti pensavano che noi fossimo fidanzati, sono rimasta li, sveglia a pensare... A lui, alla mia vita a Dublino, ai miei sogni, alle mie priorità, al mio fottuto senso del dovere e della famiglia, a Shane, ai mie amici, a Mariangela... Ai miei sei mesi a Dublino e quanto ero orgogliosa di avercela fatta, da sola.
E stamattina mia madre ha ricominciato con il solito discorso. "Pensaci bene, lo vedi quanto ti vogliono bene, ti chiamano, ti scrivono.. Ma secondo te xkè sono ancora cosi premurosi, perchè a distanza di un mese stanno ancora qua che ti cercano.Ti vogliono bene.Pensaci, prendi in considerazione la possibilità di un ritorno. Ma mi dici xkè sei cosi ostinata a restare?"
Mamma, cosa vuoi che ti dica... che non c'è giorno in cui io nn ci pensi di ritornare, che non piango quando penso a com'era e a come sarebbe potuto essere, che darei l'anima per non sentirmi cosi... Ma mamma, lo so che tu non vuoi che io torni in Irlanda, lo so che hai e avete bisogno di me. Io ora qua ho da sistemare un po' di cose, l'ho promesso a papà e non posso non mantenere la promessa. E poi io mi sento più tranquilla se ci sono io qua ad avere il controllo di ogni cosa.
Purtroppo ho deciso e non c'è nulla che possa farmi cambiare idea, forse un giorno quando tutto questo sarà finito.. forse ci pensero'. Ma questo non significa che io, io non gli voglia bene o che non ci stia male. Loro sono un po' la mia seconda famiglia e mai e poi mai potro' dimenticarli.
Malinconia
La malinconia ha le onde come il mare ti fa andare e poi tornare
ti culla dolcemente
la malinconia si balla come un lento la puoi stringere in silenzio
e sentire tutto dentro
è sentirsi vicini e anche lontani è viaggiare stando fermi
è vivere altre vite
è sentirsi in volo dentro gli aereoplani sulle navi illuminate
sui treni che vedi passare
Ha la luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai
Sembra quasi la felicità, sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma e’ solo l’anima che sa
che anche il dolore servirà
e si ferma un attimo a consolare il pianto
del mondo ferito che non vuol morire mai
E perdersi tra le dune del deserto tra le onde in mare apert
o anche dentro questa città
e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale
cioè che tutto può cambiare
è stare in silenzio ad ascoltare e sentire che può esere dolce
un giorno anche morire
nella luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai
Sembra quasi la felicità sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa
che anche il dolore passerà
e si ferma un attimo a consolare il pianto
di un amore ferito che non vuole morire mai