sabato 29 dicembre 2007

Mio padre ha un cancro, un glioblastoma multiforme, anzi aveva perchè il mio papà non c'è più e io ancora ne parlo al presente. A volte me ne rendo conto da sola, altre invece mi basta guardare la faccia i chi ho di fronte per capire che dico "lui è, lui ha, lui lavora". Il mio papi ha un cancro e ancora dopo mesi dalla sua scomparsa questo pensiero mi rimbomba nella mente all'improvviso,nei momenti più strani della giornata. Glioblastoma multiforme, l'ho letto io sulla sua cartella clinica, dico "io" e non potro' mai dimenticarlo. Glioblastoma multiforme,grande quanto un uovo, rimosso ma con poche possibilità di vita, infatti il mio papi non c'è più. Chemio,radio e tutto il resto non sono servite ad un emerito cazzo. Quando conobbi Alessandro, malato anche lui di cancro mi documentai a più non posso su tutte le forme di cancro possibili,le cure e ricordo che scaricai anche un opuscolo su come affrontare il tema della morte con un malato di cancro.Mai e poi mai avrei creduto che tutto questo mi sarebbe potuto servire un giorno. Solo che io non ne ho avuto il tempo con mio padre,mi è stato portato via all'improvviso,una settimana esatta dopo il mio ritorno a Dublino dopo le vacanze. Dopo che avevamo avuto un'accesa discussione. 1 maggio, chiamo mia madre la mattina perchè avevo una strana sensazione, per sapere se aveva avuto notizie della risonanza di papà, se c'erano metastasi. Tutto tranquillo e vado a lavoro. All'una circa suona il telefono al pub, io stavo servendo un gruppo di italiani. Shane, viene da me e mi dice che mi cercano a telefono. Mi crolla il mondo addosso,avevo già capito. Nessuno aveva il numero del pub. P. mi dice di chiamare a casa,non mi vuole dire il motivo..glielo strappo di bocca. Scioccata com'ero non riuscivo a digitare il numero di mia madre. La rintraccio e mi dici che papà è in ospedale, va avanti con questa tarantella per un po' ma io lo sapevo che papà non c'era più, ma volevo crederci. "Papà è in ospedale,vuole vederti, fai in fretta a tornare a casa". Papà non c'era già più.
Mi dispiace papà, sono riuscita ad arrivare solo 1 ora prima dei funerali il giorno dopo. Mi ritorni in mente all'improvviso col tuo vestito scuro,le gambe piccolissime e il rosario di mamma tra le mani. Scusa se mi vieni in mente cosi. Vorrei tanto che le cose tra di noi fossero andate diversamente, avrei voluto che ci fosse stato concesso piu tempo...ormai è troppo tardi e io sono cosi arrabbiata. Mi spiace.

1 commento:

Anonimo ha detto...

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